persona_invisibileDal blog "Invisibili" il parere di Franco Bomprezzi

Fonte www.superabile.it - "Stiamo festeggiando non una vittoria ma una non sconfitta": così Franco Bomprezzi commenta la notizia ormai ufficiale, ma che già circolava sul web (clicca qui per leggere la notizia sul blog Invisibili) "Il governo ci ha provato, come è ormai sua consuetudine, dal tremontismo in poi: mettere mano alle disabilità e alle pensioni d'invalidità è un tentativo di ogni Finanziaria degli ultimi anni. Ma stavolta la posta in gioco era davvero alta: tassare le pensioni e l'accompagnamento sarebbe stato non solo un errore madornale, ma la fine di una cultura del welfare italiano che ha più di 20 anni".

Una vittoria importante, quindi?

Non proprio una vittoria, in verità, ma una non sconfitta: oggi non c'è niente di più, niente di nuovo, niente di meglio rispetto a ieri. Il fondo per la non autosufficienza non c'è, la questione dell'Isee è aperta, gli enti locali non hanno risorse e non possono erogare servizi adeguati. La manifestazione del 31 ottobre credo che sarà quindi confermata: sarà una mobilitazione complessiva del mondo del welfare, un momento di grande partecipazione per le famiglie e le associazioni delle persone con disabilità

Che ruolo ha giocato, in questa partita, la reazione delle famiglie e delle associazioni?

Un ruolo fondamentale: l'obiettivo è stato raggiunto grazie alla partecipazione, favorita anche dai nuovi strumenti di comunicazione, e fatta delle risposte dignitose ma ferme dei cittadini. Questo ci insegna che non bisogna rassegnarsi, che la politica si può cambiare e che dobbiamo fare la nostra parte.

Una novità degli ultimi anni, questo attivismo intorno alla disabilità?

Sì, penso che il luglio 2010 abbia segnato il punto di svolta: Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap cui Anffas Onlus aderisce) e Fand unite, insieme a tutte le altre sigle della disabilità, ottennero che fosse ritirato dalla Finanziaria l'innalzamento della percentuale d'invalidità necessaria per ottenere la pensione di invalidità. Da allora, il livello di partecipazione è stato sempre molto alto.

Merito anche dei nuovi mezzi d'informazione, che permettono alle notizie di circolare più rapidamente?

Sì, questo è vero: oggi c'è più informazione e c'è anche un'informazione più qualificata. Fino a poco tempo fa ci ritrovavamo i decreti e le leggi belli e pronti, quando ormai era troppo tardi per dire la nostra. Oggi è diverso: in questa ultima vicenda della Finanziaria, per esempio, il mio blog dedicato alla questione della "tassa di disabilità" ha ricevuto oltre 100 commenti, tutti molto severi con il governo ma al tempo stesso civili. L'informazione, anche quella dei social network, fa crescere l'esasperazione. Quello che non mi piace è però la tendenza, soprattutto nei social network, a non mettere le cose nella giusta dimensione. Io credo che la comunicazione sociale, per essere vincente, debba essere sì combattiva e ferocemente aggressiva, ma anche documentata e rassicurante: deve dire che provvedimenti come questi vanno combattuti, ma al tempo stesso assicurare che sarà possibile vincere la partita.

Comunque, mi piace molto quello che si crea nella comunicazione intorno alla disabilità: un giornalismo di squadra. Io riprendo le schede tecniche di Carlo Giacobini nel mio Blog, senza le quali non potrei scrivere. Redattore Sociale e altri riprendono i miei blog come spunti di approfondimento: ciascuno fa la sua parte, non c'è concorrenza nel sociale, tutti ci scambiamo tutto. Bisognerebbe trarre da questa esperienza un'indicazione di metodo.

Tornando alla notizia di oggi, il governo ha cancellato anche le riduzioni alla 104. Eppure gli abusi, intorno a questa legge, non mancano, specialmente nel pubblico impiego

Innanzitutto voglio precisare che il minor ricorso alla 104 tra i lavoratori privati non è detto sia segno di virtù, ma potrebbe derivare dal timore di essere licenziati. Questo per chiarire che non possiamo, anche in base alle cifre ultimamente pubblicate da Redattore Sociale, dividere i beneficiari in privati "virtuosi" e pubblici "viziosi". Poi, certo, gli abusi esistono: ma credo che in qualche mese si potrebbero verificare. Andrebbe controllata innanzitutto la fonte dell'autorizzazione, cioè chi rilascia il certificato d'invalidità necessario per usufruire della legge. Poi, andrebbe verificato che quelle giornate di permesso siano effettivamente impiegate per l'assistenza. E questo, da quanto mi risulta, non lo verifica nessuno. Certo, la soluzione non può essere il taglio indiscriminato che voleva introdurre la Finanziaria

La prossima partita da vincere? O meglio, la prossima sconfitta da evitare?

La revisione dell'Isee: bisognerà soprattutto fare simulazioni dell'impatto effettivo. E poi c'è la questione del nomenclatore tariffario, già vecchio nel 1999. Quello che vedo in tutte le future battaglie è la prevalenza, tutt'altro che bella, dell'aspetto monetario rispetto alla qualità. Il mondo della disabilità è comunque pronto a difendersi...

18 ottobre 2012